Tolleranza e sensibilizzazione

Tolleranza

I neuroni, le cellule del cervello, in presenza di sostanze stupefacenti, subiscono delle trasformazioni. Quando il cervello è esposto ripetutamente alla cocaina, esso si adatta a questa condizione rendendo il meccanismo della ricompensa nel cervello meno sensibile agli stimoli naturali, così come alla droga stessa.
Il fenomeno della tolleranza, quindi, spiega il motivo per cui gli utilizzatori abituali, nel lungo termine, hanno bisogno di dosi sempre maggiori e ripetute per poter sperimentare lo stesso effetto di piacere provato alle prime somministrazioni.
La maggior parte degli utilizzatori cronici di cocaina sviluppano tolleranza agli effetti euforici e fisiologici, dopo un consumo abituale di dosi elevate, in particolar modo, alcuni fumatori cronici di cocaina “free base” sviluppano una tolleranza ad oltre 1 g di cocaina, ritenuta essere la dose letale umana.

Sensibilizzazione

La sensibilizzazione, indicata anche come tolleranza inversa, è riferita alla capacità di una stessa dose di sostanza stupefacente di produrre effetti più marcati. E’ tipica della cocaina e delle amfetamine.
L’aumento delle dosi e della frequenza di uso comporta il rischio di avere un aumento di effetti avversi sia psicologici che fisiologici.
Si ha, infatti, un’aumentata sensibilizzazione verso gli effetti convulsivanti, ansiogeni e tossici provocati dalla cocaina. Si possono quindi sperimentare disforia, ansia, crisi di panico, fino ad arrivare a vere e proprie sintomatologie psichiatriche come le manie, le psicosi paranoiche, la perdita del contatto con la realtà, stati allucinatori.




FONTI
  1. Ellenhorn, M.J. and D.G. Barceloux. Medical Toxicology - Diagnosis and Treatment of Human Poisoning. New York, NY: Elsevier Science Publishing Co., Inc. 1988., p. 650.
  2. Cocaina. Informazioni dalla Ricerca. In collaborazione con NIDA-National Institute on Drug Abuse-USA. Programma regionale sulle dipendenze. Regione del Veneto (2008).